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Vitigni e buoi...

26 gennaio 2018

I vitigni autoctoni sono sempre di più il punto di forza dell'enologia italiana. Sia negli apprezzamenti interni, dove sempre di più c'è attenzione ai vini fortemente legati al territorio e a varietà (ri)scoperte, sia all'estero, dove i nostri vini spesso vengono percepiti in maniera positiva proprio grazie alla “diversità” (considerando che moltissimi paesi produttori sono legati ai vitigni più diffusi, i cosiddetti “internazionali”), che alla forte connotazione positiva che viene data al vitigno locale di una determinata zona, magari poco conosciuta e quindi innovativa in un paese lontano.
L'Italia è sicuramente il paese in assoluto con il maggior numero di vitigni autoctoni (quasi 300 oggi ufficialmente riconosciuti, contro i 60 ad esempio dei francesi): questa grande biodiversità della nostra viticoltura è fortemente legata alla storia del nostro paese, unitosi “recentemente” e che ha soprattutto sempre mantenuto delle forti differenze nelle identità e tradizioni locali, gastronomia ed enologia incluse.
Per quanto riguarda quindi le varietà coltivate (ossia la cosiddetta “ampelografia” italiana), questo tipo di caratterizzazione è talmente forte che talvolta basta cambiare provincia o zona di una regione per vedere utilizzati vitigni completamente diversi. Questa estrema diversificazione riguarda anche i nomi dei vitigni: tante volte sono stati identificati vitigni identici con nomi diversi, ma altrettante vitigni con lo stesso nome in zone diverse in realtà erano completamente differenti.
Per chi ama il vino ci sono alcuni aspetti produttivi e qualitativi decisamente interessanti: da un lato il forte legame tra il vitigno ed un territorio fa anche sì che siano tanto importanti quanto uniche le capacità dell'uomo di interpretarlo e valorizzarlo al meglio, dall'altro è molto divertente ed interessante avere sempre nuovi stimoli gustativi, il più delle volte poco o per nulla conosciuti.
Da quasi 10 anni la nostra ricerca che caratterizza la selezione di Milanovino è incentrata su questo aspetto: vitigni autoctoni delle diverse aree produttive, unite al sapere ed alla passione di piccole realtà sparse su tutta la penisola, che ricerchino il meglio, dal grappolo al bicchiere.

Guido Beltrami
Enologo



Aglianico del Vulture

Lelusi - 2012

Bottiglia:

.

14,60

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 78,84 (-10%)

13,14 a bott.

+

-10%

Bianchello del Metauro "Giglio"

Di Sante - 2016 - Bio

Bottiglia:

.

7,90

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 42,66 (-10%)

7,11 a bott.

+

-10%

Roscetto "Colle de' Poggeri" ESAURITO!

Stefanoni - 2016

Bottiglia:

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0,00

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 0,00 (-10%)

0,00 a bott.

+

-10%

Sangiovese "Timoteo"

Di Sante - 2015

Bottiglia:

.

8,80

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 47,52 (-10%)

7,92 a bott.

+

-10%

Verdeca del Salento "DieciAnni"

Feudi di Guagnano - 2016

Bottiglia:

.

8,30

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 44,82 (-10%)

7,47 a bott.

+

-10%

Verdicchio dei Castelli di Jesi "Capovolto"

La Marca di S.Michele - 2017 - Bio

Bottiglia:

.

14,80

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 79,92 (-10%)

13,32 a bott.

+

-10%

Vespaiolo di Breganze

Villa Angarano - 2017

Bottiglia:

.

10,90

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 58,86 (-10%)

9,81 a bott.

+

-10%

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