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Vini da (ri)scoprire #5: Teroldego

20 luglio 2015

Sembrerà strano citare tra i vini da riscoprire uno dei vini che venti, trent'anni fa, almeno per il pubblico milanese, era uno dei vini più conosciuti e celebrati. Probabilmente il vitigno Teroldego, ed il vino ottenuto in purezza da questa varietà paga lo scotto, in un’ottica di consumo sempre più globale che locale, di essere prodotto in un'unica, e relativamente piccola, zona di produzione.

La prima considerazione che dobbiamo fare rispetto a questa varietà è dunque la sua localizzazione autoctona in una regione dalla grande predisposizione enologica, il Trentino, ed in particolare in una piana formatasi al confluire dei due fiumi Adige e Noce, che segna anche lo spartiacque tra il Trentino, e la parte sud della regione Alto Adige: ossia la Piana Rotaliana.

Questa parte di regione, oltre ad avere una secolare tradizione vitivinicola, rappresenta un importante luogo di studio e ricerca della vite e del vino, dato che si trova vicino al centro enologico sperimentale di San Michele all'Adige.
La viticoltura di questi comuni è fortemente caratterizzata, e non da tempi recenti, dalla coltivazioni di vitigni autoctoni. Di alcuni di questi, tra i quali oltre al Teroldego, il Marzemino o il Lagrein, è stata recentemente accertata la parentela, nonché la diretta provenienza medio-orientale, vera culla della Vitis Vinifera.

Il nome Teroldego è riconducibile alla storia della zona ed alle sue forti radici austro-ungariche; secondo la toponomastica infatti il nome deriva da “Tiroler-gold” (“oro del Tirolo”), così come era chiamata in passato dagli Asburgici.

Alla stregua delle varietà “cugine”, il Teroldego al naso si presenta con note intense di frutti di bosco, accompagnate nelle tipologie più giovani da sfumature vinose e floreali, e da note di frutta matura e spezie nelle tipologie più affinate. In bocca invece il tannino è tendenzialmente morbido, anche considerando l'intensa concentrazione polifenolica; proprio per questo lo troviamo più spesso prodotto in versioni di beva più rapida. Nonostante questo la sua propensione all'invecchiamento è eccezionale, con lunga capacità di conservazione anche in bottiglia, e vini di grande struttura ed eleganza.

Nella selezione Milanovino, vi consigliamo dunque di assaggiare il Teroldego IGT Vigneti delle dolomiti “Armilo” dell'azienda Bolognani di Lavis, frutto di un affinamento in piccole botti di legno dopo la vinificazione in acciaio, opera di questa piccola realtà vinicola familiare che da sempre valorizza i vitigni del territorio.
Alla prossima (ri)scoperta!
Guido Beltrami



Teroldego "Armilo"

Bolognani - 2015

Bottiglia:

.

11,80

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 49,56 (-30%)

8,26 a bott.

+

-30%

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