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Vendemmia 2018

01 ottobre 2018

Come ogni anno arriva il nostro punto sulla vendemmia, frutto del nostro girovagare nel periodo vendemmiale, tra tante chiacchiere a voce o al telefono con i nostri produttori, riassunti per farsi un’idea dei vini che verranno.
La primavera 2018 si è dimostrata decisamente più benevola rispetto alla precedente per quanto riguarda le precipitazioni, con temperature sostanzialmente nella media che hanno accompagnato le prime fasi vegetative. Le piovosità hanno però continuato ad essere piuttosto abbondanti nel periodo della fioritura e dell’allegagione, ed hanno quindi obbligato i vignaioli fino alla fine di giugno ed inizio di luglio ad un lavoro molto accurato nella protezione delle piante dal punto di vista fitosanitario. In particolare per i produttori biologici, tanti quelli della selezione di Milanovino, l’annata in questa fase è stata molto complicata. La peronospora, in particolare, in alcuni casi si è manifestata nella sua forma larvata, assolutamente dannosa per la quantità della produzione.
La maturazione vera e propria, cominciata con tempistiche medie, è proceduta positivamente grazie alle risorse idriche dei terreni, che hanno permesso alle piante di mostrare una buona espressione vegetativa durante tutto il periodo. Salvo alcune pioggie durante la metà di agosto, con abbassamenti delle temperature, il clima si è mantenuto sereno e con temperature piuttosto elevate anche nelle prime settimane di settembre, permettendo alle varietà più tardive, tanto bianche quanto rosse, di raggiungere profili maturativi molto interessanti.
Casi particolari a parte, si è trattato nel complesso di un’annata decisamente buona, se vogliamo anche un po' “scolastica”: piuttosto marcata infatti la differenza qualitativa tra vigneti con rese medio basse rispetto a quelli con rese elevate. Per i piccoli produttori in particolare, che puntano agli aspetti qualitativi rispetto a quelli quantitativi, i risultati attesi sono elevati.
In attesa del responso più attendibile, quello del bicchiere, aspettiamo che anche l’ultimo grappolo sia stato raccolto.

Guido Beltrami
Enologo