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Senza solfiti dal Piemonte alla Bulgaria

19 marzo 2014

Lunedì 17 marzo nella splendida cornice della sala Verdi dello Westin Palace di Milano si è tenuto un banco d’assaggio molto interessante al quale ho avuto la fortuna di partecipare.
Riccardo Cotarella, super premiato ed acclamato enologo Italiano, ha deciso di mettere insieme 27 aziende, sia italiane che straniere, differenti fra loro per territorio uve e tradizione, al fine di far produrre a ciascuna uno (o più) vini senza utilizzare solfiti aggiunti; Il progetto si chiama Wine Research Team.
Si tratta prevalentemente di aziende conosciute, quindi poco affini a quelle che sono le nostre scelte, ma la curiosità di essere sempre informati su tutto vince sempre!

I vini protagonisti di questa iniziativa sono accomunati nel packaging dalla medesima bottiglia, la medesima capsula e da una striscia rossa riportata in etichetta.
La sala gremita dello Westin vedeva celebri giornalisti e politici appassionati di vino, insieme al solito pubblico di curiosi e professionisti di settore, intenti a degustare i prodotti “Cotarelliani” mentre i sommelier AIS affiancavano i produttori nel versare e spiegare ciascun vino presentato.

Io ho apprezzato particolarmente il Grechetto dell’azienda “Terre de la Custodia” che ad un assaggio cieco ha delle note vegetali molto simili a quelle del Sauvignon Blanc, mentre il Montefalco Rosso della stessa azienda, se pur di ottima prospettiva non era ancora neanche vagamente pronto (tannicissimo e con il legno della botte piccola non ancora integrato). Buona Anche la Barbera di Coppo (storica azienda piemontese) dal corpo imponente e dal profumo profondo come il suo colore.

La sorpresa per me è stato il vino di una cantina Bulgara, la Logodaj, che con il suo “Primus” 2012 a base di uve Melnik (non faccio il fenomeno: non avevo idea che esistesse questo vitigno) ha rappresentato una vera novità per il mio palato: non eccessivamente tannico ha sentori al naso fruttati ma anche assimilabili alle olive in salamoia oltre a sentori mediterranei e balsamici, potrebbe assomigliare a qualche primitivo pugliese. Veramente un ottimo prodotto.

Parlando con i produttori io ho chiesto quale differente tecnica produttiva adottassero per realizzare i propri vini senza solfiti rispetto a quelli “normali” e tutti mi rispondevano pressappoco “selezione in vigna e raccolta a mano” che poi sono due dei principi generali per ottenere prodotti di qualità.
Che dire: ben vengano iniziative di questo genere se servono a produrre vini di altissima qualità come quelli proposti in questa manifestazione.

Massimo Marchesi
Sommelier