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All'ombra di un Nuragus

10 giugno 2014

La prima cosa che passa per la testa quando si sente parlare di Sardegna sono le sue spiagge bianche, non le campagne dell’entroterra, espressione più vera di un’isola dall'anima poco marinara.

Allo stesso modo se pensate ad un vino bianco della Sardegna di sicuro il primo che vi viene in mente è il Vermentino, non il Nuragus.

E’ proprio per questo suo passare, immeritatamente, inosservato pensiamo sia doveroso metterlo tra i nostri consigli settimanali.

L’ondata improvvisa di calore gioca a nostro favore e suggerisce di non avventurarsi con vini tropo strutturati e alcolici; il Nuragus, con i suoi 12 gradi e mezzo, il suo corpo esile e fresco e la sua delicata mineralità è un ottimo compagno di piatti leggeri a base di verdure e pesce o aperitivi all’ombra di un pergolato.

La coltivazione del Nuragus in Sardegna ha origini che si perdono nella notte dei tempi, ben prima dell’introduzione del Vermentino da parte degli spagnoli.

E' il vino della quotidianità e, proprio in onore di questa genuina semplicità, la cantina sociale Il Nuraghe di Mogoro che ha deciso di chiamare questo vino Ajò (traducibile con “andiamo!”) di sicuro il più usato intercalare della lingua dell’isola.

Per noi è un piacere farvelo scoprire.

Massimo Marchesi
Sommelier



Nuragus "Ajò'"

Il Nuraghe - 2016

Bottiglia:

.

7,90

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Cassa 6 bottiglie:

€ 42,66 (-10%)

7,11 a bott.

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