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Elogio dei Rossi Frizzanti

10 novembre 2017

Dalle tipologie in cui i vini italiani sono poco più che un miraggio (bollicine metodo classico), fino ad arrivare a quelle in cui siamo un punto di riferimento (passiti, ma attenzione ad Austria ed udite udite Canada che producono eccellenti “vins de glace”), esiste forse un'unica tipologia di cui ho sentito realmente la nostalgia e nella quale restiamo fieramente unici: i rossi frizzanti!
Perché far rifermentare i vini rossi per renderli frizzanti? Iniziamo con almeno un paio di considerazioni, sia tecniche che di palato.

I rossi frizzanti, lo sappiamo, in Italia si producono principalmente al nord, e quasi esclusivamente in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, ragion per cui in passato per motivi climatici la “rifermentazione” era una conseguenza naturale. Mi spiego meglio: un vitigno con maturazione tardiva, come la Croatina (vitigno base di Bonarda e Gutturnio) ad esempio probabilmente arrestava in passato la sua fermentazione col sopraggiungere delle temperature basse prima di aver ultimato lo svolgimento completo degli zuccheri. Il vino veniva venduto , spesso in damigiana, imbottigliato, ed in primavera coi primi caldi rifermentava gli ultimi zuccheri prendendo una leggera spuma.

Un' altra motivazione è che se ci concentriamo i principali vitigni a bacca rossa oggetto di produzione in frizzante (Croatina e Lambrusco) sono entrambi molto ricchi in polifenoli, quindi in tannini, e quindi esemplificando duri e astringenti nella loro età giovanile. La presenza di bollicine permette quindi una migliore bevibilità di questi vini.
Un'altra ragione, e non ultima in termini di importanza, è la grandissima propensione di questi vini ad accompagnare salumi e formaggi, soprattutto grassi, e grassi veri e propri, sotto forma di carni bollite o presenti in molte zuppe delle regioni del Nord.
La bollicina, o più tecnicamente l'anidride carbonica, contribuisce sia in termini di acidità provocata, che in termini prettamente fisici, a “sgrassare” e bilanciare queste pietanze, con ottimi risultati in termini di piacevolezza, soprattutto quando questi vini sono frutto di una lavorazione attenta e qualitativa.

Io, complici anche lontane radici modenesi, festeggio il mio ritorno con assoluta goduria con un trittico salame di Varzi, gorgonzola, e grissini piemontesi “annaffiato” da un Lambrusco Salamino di S. Croce, e vi invito ad assaggiare il Lambrusco Grasparossa prodotto da Zanasi, il Gutturnio a rifermentazione naturale di Davide Valla e la nuova Barbera del Monferrato di Franco Roero.



Barbera del Monferrato Frizzante

Franco Roero - 2016

Bottiglia:

.

7,00

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 37,80 (-10%)

6,30 a bott.

+

-10%

Gutturnio Frizzante

Valla - 2015

Bottiglia:

.

6,40

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 34,56 (-10%)

5,76 a bott.

+

-10%

Lambrusco Grasparossa

Zanasi

Bottiglia:

.

6,20

+

Cassa 6 bottiglie:

€ 33,48 (-10%)

5,58 a bott.

+

-10%

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